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Nonostante tutto ci siamo incontrati…

Nonostante le circostanze avverse per via del perdurante allarme covid e di uno sciopero dei mezzi pubblici che ha reso problematico per molti l’accesso alla nostra sede, una quindicina di irriducibili volontari si sono riuniti per la scambio degli auguri di Natale. Forse inaspettatamente il clima è stato sobrio ma gioioso, con tanta volontà di proseguire e migliorare anche grazie alle nuove possibili iniziative che coinvolgeranno l’Associazione delle quali daremo notizia nelle prossime Newsletter. Andreina, coordinatrice dei volontari, e Paolo, consigliere dell’Associazione, hanno sintetizzato le attività svolte nel 2021, gli obiettivi raggiunti sottolineando che pur nella difficoltà del momento la passione dei volontari nei diversi servizi offerti è rimasta inalterata. Diversi sono stati i casi di maggior attenzione alle persone che hanno manifestato nuovi bisogni dovuti alla pandemia. E’ stata proposta un’interessante pubblicazione della ricercatrice Daniela Leonardi dal titolo: “La colpa di non avere un tetto – Homelessness tra stigma e stereotipi” per aiutare a riflettere sul tema del disagio abitativo, reso ancora più evidente in un periodo come quello natalizio. Dato l’interesse suscitato, abbiamo deciso di offrire gratuitamente questa breve pubblicazione ai soci che intenderanno rinnovare l’iscrizione come sostenitori e di renderla disponibile a tutti a fronte di una libera offerta.

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Tutti Taxi per amore: emergenza freddo

Anche quest’anno i tassisti dell’Associazione Tutti Taxi Per Amore di Milano e di altre 11 città italiane, si sono impegnati nei giorni dal 31 gennaio al 3 febbraio nella raccolta di Indumenti, giacconi, coperte e sacchi a pelo, da donare il 5 febbraio alla Fondazione Fratelli di San Francesco. I cittadini milanesi e i tassisti stessi possono contribuire, portando qua nei centri di raccolta indicati nella locandina o telefonando per il ritiro da parte dei tassisti ai numeri 339 596 3312 e 348 600 4238. Per Tutti Taxi per Amore, che ringraziamo, l’iniziativa ha l’obiettivo in primo luogo di raccogliere quanto possa servire alle persone che vivono senza fissa dimora, ma anche di sostenere la Fondazione Fratelli di San Francesco nelle occasioni di aiuto concreto verso le persone meno fortunate e mira, inoltre, ad alimentare la cultura della solidarietà e del riuso attraverso la rete permanente e la collaborazione tra associazioni.

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Cercasi volontari per raccolta indumenti

Domenica 6 febbraio dalle 9,30 alle 17,30 si svolge la consueta raccolta di coperte e indumenti invernali per le persone senza dimora, promossa dal Comune di Milano. Il gazebo della nostra Associazione si trova in Piazzale Baiamonti. Si cercano volontari che abbiano voglia di impegnarsi una giornata per questa iniziativa molto importante e che ogni anno consente di fornire indumenti alle persone senza fissa dimora che passano l’inverno in strada.L’impegno di tempo richiesto ai volontari è da concordare. Per partecipare telefona a Andreina De Franco, coordinatrice volontari, al  3713859527

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Un Capodanno coi botti

Come tutti gli anni, anche il 2021 si è chiuso coi botti: non quelli dei fuochi artificiali, ma quelli del COVID, con un numero di contagiati che ha raggiunto, non solo in Italia, valori record. E non si è trattato di “limature” di record precedenti, come avviene nello sport, ma di record stratosferici: i quasi 103 mila contagiati del 31 dicembre, sono circa 5 volte il massimo giornaliero raggiunto nel 2020; per intenderci, è come se sulla terra fosse sceso un marziano e avesse corso i 100 metri, non poco al di sotto del record mondiale (9”58), ma in appena 2-3 secondi! Pochi giorni dopo anche quel record è stato nuovamente “stracciato”, con quasi 175 mila nuovi contagiati nel giro di 24 ore (l’11 gennaio) e nulla ci dice che sia finita qui. L’epidemia non è fatta però solo di contagiati, ma anche di ospedalizzati, in forma più o meno grave, e, soprattutto, di morti. Un valutazione che non voglia essere solo “ad effetto”, o che non voglia dimostrare una tesi precostituita, deve tener conto, a nostro avviso, di tutti questi aspetti, altrimenti, per dirne una, dovremmo metterci a contare, oltre ai morti “per covid”, i morti da attribuire comunque “al covid”: vale a dire tutti coloro che non hanno potuto essere curati, operati, guariti, perché il sistema sanitario, in tutte le sue parti, era impegnato a fronteggiare i contagiati dal covid o perché, ancora peggio, un medico ha dovuto scegliere chi curare e chi no. Abbiamo quindi costruito un primo  grafico (fig. 1) nel quale i vari aspetti della pandemia sono stati rapportati ai valori massimi raggiunti e unificati in un unico indicatore “composito”. Esso mostra, sia in Lombardia che in Italia, soprattutto due cose: la prima è che i valori a fine 2021 non sono comunque i più alti dell’anno in assoluto, segno che l’andamento di altri aspetti ha compensato l’eccezionale crescita dei contagi; in secondo luogo la curva del grafico mostra un andamento stagionale tipico di malattie come influenza, polmoniti, bronchiti e simili, che iniziano a crescere di numero alla fine dell’estate, raggiungono un picco a fine inverno, dopo di che si riducono, per ricominciare a crescere nuovamente a fine estate-inizio dell’inverno successivo. Attenzione, nessun fraintendimento o ambiguità: il covid NON E’ una delle malattie citate, ne ha semplicemente un ciclo di diffusione temporale simile. I picchi di contagi a fine 2021 non hanno quindi nulla di atipico, ma il “marziano” a cui si devono, è semplicemente una variante, venuta questa volta dal Sudafrica, di quella che deteneva il record precedente! Nel secondo grafico (fig. 2) abbiamo messo a confronto, dall’inizio della pandemia a fine 2021, il numero indice dei contagi e dei decessi giornalieri, fatto 100, anche in questo caso, il massimo valore raggiunto: contagi e decessi che sono i due fenomeni “estremi”, possiamo dire, l’inizio della malattia e il suo esito più tragico. Quello rappresentato è il grafico costruito per la Lombardia, ma il profilo delle curve non è molto diverso da quello nazionale. Esso mostra che i contagi giornalieri (linea rossa) raggiungono i valori massimi a fine 2021, mentre i morti alla stessa data (linea blu), non sono nemmeno un decimo rispetto a quelli che si sono avuti nel marzo del 2020. Anche in questo caso, attenzione, ciò non vuol dire affatto che l’epidemia vada presa sottogamba, ma vuol dire che lo scenario è radicalmente cambiato. A cosa ciò sia dovuto non ci è stato però ancora detto per intero:  la spiegazione ufficiale è  la protezione offerta dai vaccini, crescente col numero di dosi assunte; protezioni non tanto dai contagi, ma dalle forme più gravi della malattia; e qui, diciamo la verità, siamo un po’ delusi, perché, soprattutto chi ha una certa età e non ha mai avuto problemi a vaccinarsi, riteneva, una volta vaccinatosi, di non doverci pensare più. Non è così, purtroppo; al 13 gennaio erano state usate in Italia 117 milioni di dosi; tenendo conto di 5-6 milioni di irriducibili no-vax, ogni italiano ha mediamente assunto 2,1 dosi e ci saremmo quindi aspettati un calo drastico dei contagi rispetto all’inverno scorso, esattamente il contrario di ciò che avviene. Ma si tratta solo di immunizzazione parziale (e a tempo) o a questi limiti del vaccino si devono aggiungere gli effetti dell’ultima mutazione? Mutazione molto più aggressiva delle precedenti (perché, ci dicono, colpisce le vie aeree superiori, senza bisogno di arrivare ai polmoni) anche se magari (ma nessuno lo ha detto) con una carica virale meno forte. Insomma, è tutto un divenire, non stupiamoci, e non mettiamo in croce gli addetti ai lavori, perché, come ogni scienziato onesto sa (o dovrebbe sapere) ogni teoria scientifica è valida fino a quando non viene sostituita da una nuova, capace di offrire una spiegazione più completa. Newton non era certo uno sciocco, per essere stato superato, qualche secolo dopo aver scoperto la gravità, da Einstein, che ha scoperto la teoria generale della relatività! Detto ciò, essere un buon scienziato non vuole affatto dire essere anche un buon comunicatore e quindi molti di loro dovrebbero passare più tempo in laboratorio che negli studi televisivi! E’ già un miracolo, secondo chi scrive, che in meno di un anno un vaccino sia stato preparato; non scandalizziamoci quindi se la protezione offerta è ancora parziale, non prendiamo questo a scusa pe non vaccinarci il numero di volte che serve. In fondo anche gli antibiotici di oggi non sono certo quelli di 10 o 20 anni fa, e anche il vaccino dell’influenza va fatto tutti gli anni, no? Bruno Paccagnella Fig. 1 Fig. 2

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Incontri di counseling per i volontari

Aiutare in un cammino di crescita soprattutto personale chi offre il suo aiuto come volontario. È questo il senso dell’offerta di una serie di colloqui gratuiti di counseling  tenuti da Guya Mina e che l’Associazione Fratelli di San Francesco propone a tutti i propri volontari. Ma cos’è il counseling? Uno spazio di ascolto e riflessione congiunto, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità di vita della persona ascoltata, rafforzando i suoi punti di forza e la sua capacità di autodeterminazione. Non è una psicoterapia; il numero massimo di colloqui è limitato a 10. La base teorica del tipo di counseling offerto è l’Analisi transazionale, un approccio psicologico che si inserisce nel filone umanistico-esistenziale e che nasce a fine anni ’50 per opera del neuropsichiatra canadese Eric Berne. Guya Mina, attiva presso la Comunità di Sant’Angelo, è all’ultimo anno della Scuola di Counseling del Centro Berne e ha effettuato i tirocini interni richiesti. Dopo una laurea in Scienze politiche a indirizzo sociale, essersi ritirata dalla professione giornalistica, ha voluto in questi ultimi anni seguire una formazione per qualificare il suo volontariato, acquisendo tecniche che le permettessero di offrire una corretta e positiva relazione di aiuto, basata sull’ascolto attento, l’accoglienza, il non giudizio e l’impegno comune. Cosa fa il counselor? Il counselor accoglie in assoluta confidenzialità persone che sentono di dover prevenire, sostenere o risolvere un problema specifico o una condizione di disagio o difficoltà temporanea.  Per questo è essenziale circoscrivere la richiesta di aiuto, in modo da progettare insieme piani di azione per capirla e affrontarla, con i cambiamenti personali che fossero necessari. In pratica… Gli incontri sono offerti ai volontari. I colloqui durano 50/60 minuti l’uno, con frequenza settimanale. Sono fatti di norma online (via zoom o simili).  I primi colloqui sono conoscitivi, in vista dell’obiettivo definito insieme (il cosiddetto ‘contratto’). Numero massima dei colloqui: 8/10. Per iscriversi: inviare una mail, indicando la preferenza di giorni e orari per gli incontri, a: guyammina@gmail.com E’ prevista un’impegnativa per la privacy per la usuale protezione dei dati personali. Al termine chi ha usufruito del servizio darà una valutazione sul counselor. La supervisione è data dai docenti della Scuola triennale di counseling e analisi transazionale per le professioni di relazione e di aiuto – Centro Berne di Milano, che è convenzionata con l’Associazione.

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Ricordando Ambrogio

Oggi, 9 novembre 2021, ci ha lasciato Ambrogio, una persona senza dimora che i nostri volontari più “anziani “ ricordano sempre intenta a scrivere pensieri ed emozioni. Suo il libro “Infinite porte”, una raccolta di poesie e di testi di un clochard che vuole essere un invito ad entrare in un mondo a noi così vicino eppure così distante, un mondo che ha una vita e dei colori a noi sconosciuti e che vale la pena di scoprire, perché lo stupore della scoperta colora il grigio dell’abitudine, e capire aiuta a vincere pregiudizi e paure.

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