C’è un filo invisibile che lega la passione per la cucina e il desiderio di aiutare gli altri: la cura. Lo sa bene Fatima, una studentessa della nostra scuola di italiano che, nel suo paese d’origine, era una cuoca professionista. Oggi Fatima vive in Italia con la sua famiglia, impegnata a ricostruire un futuro, un passo alla volta, a partire dalle parole.
Nella nostra scuola ha trovato più di un’aula: ha trovato una comunità dove l’aiuto reciproco è un atto di coscienza civile e, soprattutto, un dono. Quel dono che ha ricevuto ha voluto subito restituirlo, chiedendo di poter fare volontariato. Le abbiamo proposto di distribuire i pasti in mensa, e quella che segue è la cronaca emozionante della sua prima “Domenica”, scritta di suo pugno.
La testimonianza di Fatima ci ricorda che non importa da dove veniamo: la lingua del cuore e della solidarietà è universale.